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Compagnia delle Opere Sport

febbraio 11, 2007 Autore: fraeva Categoria: Generico

09 Febbraio 2007
Sport e educazione
In relazione agli ultimi tragici fatti accaduti a Catania e all’emergenza di educazione riconosciuta come primaria dalle famiglie italiane pubblichiamo il testo di un volantino della Compagnia delle Opere Sport.


La crisi dello sport più popolare in Italia è l’espressione della crisi profonda della concezione dell’uomo nella nostra società che è scivolata nella barbarie ed è travolta dalla violenza.
La sistematica riduzione della concezione dell’uomo, la distruzione del senso assoluto della persona umana dal suo concepimento alla fine naturale attuata da alcuni decenni in Italia, il relativismo culturale non potevano non avere riflessi sinistri anche nel mondo dello sport.
Se non si riconosce il valore assoluto di sè in quanto esseri unici e irripetibili non si può riconoscere il valore assoluto e inviolabile dell’altro. L’altro sarà sempre un potenziale nemico sia che appartenga alle forze dell’ordine piuttosto che ad una squadra avversaria o che sia il vicino di casa che dà fastidio. 

Non basta escogitare nuove regole.

Il Santo Padre, nel messaggio di cordoglio alla famiglia dell’agente di polizia ucciso, ha esortato “ i protagonisti (del mondo dello sport) a promuovere con maggior determinazione il rispetto della legalità, favorendo lealtà, solidarietà e sana competitività”.
Che fare perché ciò possa accadere?

Occorre ripartire dall’educazione. Occorre che i politici, per primi, diano l’esempio.
Occorre a tutti i livelli ricostruire nelle persone la capacità di usare la ragione secondo tutta la sua ampiezza.
Occorre, nel mondo dello sport, ricreare la capacità di guardare all’avversario come persona e non come nemico.
Occorre che i responsabili dello sport -CONI, Federazioni ed Enti di Promozione Sportiva in testa- e i media riflettano sulle loro responsabilità in merito e guardino, valorizzandole, ad esperienze positive in atto che vivono lo sport come educazione integrale della persona.

“L’educazione è responsabilità di tutti”.

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