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Paolo Pezzi Arcivescovo a Mosca

ottobre 27, 2007 Autore: webmaster Categoria: Notizie

Il 27 ottobre 2007 alle ore 16:00 è stato consacrato Arcivescovo nella Cattedrale della Immacolata Concezione a Mosca, Mons. Paolo Pezzi, della Fraternità Sacerdotale San Carlo.

(da Avvenire del 28/10/2007)
Luigi Geninazzi

"Da oggi sei a capo di una Chiesa molto giovane che ha solo 16 anni ed ha bisogno di cure paterne. Ma tu sei forte, soprattutto nello spirito. Sei figlio del movimento di don Giussani, un uomo santo, e della Fraternità sacerdotale di San Carlo, chiamati a portare in tutto il mondo la verità e la bellezza di Cristo".


E’ l’omaggio commosso e affettuoso che monsignor Tadeusz Kondrusiewicz rivolge a monsignor Paolo Pezzi durante la sua consacrazione episcopale.
Il Papa ha voluto che ad imporre le mani al nuovo arcivescovo della diocesi di Mosca fosse il suo predecessore, in una cerimonia suggestiva e carica di simbolismi. A cominciare dal luogo dove ieri pomeriggio è avvenuta la consacrazione, la cattedrale dell’Immacolata Concezione, una magnifica chiesa neo-gotica d’inizio Novecento, in mattoni rossi, tornata al suo splendore da pochi anni, dopo che in epoca sovietica venne ridotta a magazzino.
Sotto le ampie arcate risuona l’antico canto slavo "Mnogaia Leta", Ad multos annos, e s’alternano il russo, il latino e l’italiano.
"La Provvidenza ti ha mandato nella terra dove c’è gran bisogno di promuovere il dialogo ecumenico – dice ancora Kondrusiewicz – Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa hanno le stesse opinioni riguardo alle sfide del secolarismo e del relativismo e devono unire le loro forze"
In prima flla siede la delegazione ortodossa capeggiata dal numero due del Dipartimento degli esteri del patriarcato, Vsvelod Chaplin, che legge il messaggio indirizzato da Alessio II al neo-arcivescovo di Mosca nel segno del dialogo e della "rapida soluzione dei problemi che esistono ancora tra di noi".
Nella cattedrale, gremita di migliaia di fedeli, ci sono rappresentanti politici e diplomatici fra i quali l’ambasciatore italiano Claudio Surdo. C’è la Chiesa della Federazione russa, rappresentata dai suoi quattro vescovi e da decine di sacerdoti, quasi tutti volti giovanili che testimoniano la primavera dela comunità cattolica nell’ex Unione sovietica. Dall’Italia sono arrivati in duecento tra familiari, amici e religiosi.
Foltissima la delegazione di Comunione e Liberazione, presente con il suo intero stato maggiore a cominciare dal leader, don Julian Carron.
Ci sono molti sacerdoti della Fraternità San Carlo guidati dal responsabile, don Massimo Camisasca, e c’è la gente di Rissia Cristiana con il fondatore, l’anziano Padre Romano Scalfi che appare felice come un bambino.
"Don Paolo sembra straniero ma in realtà, in tutti questi anni, è diventato parte della Russia" dice il nunzio, monsignor Antonio Mennini.
Lui, il neo-arcivescovo di Mosca, ringrazia tutti e con grande spontaneità ricorda che "dal cielo è presente anche don Giussani che, come direbbe Peguy, se la ride dentro di sé, e forse anche fuori".

Scarica la lettera di ringraziamento di monsignor Paolo Pezzi.

 

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