Domenica 20 novembre, 150 ragazzi, gita ai Balzi Rossi e a Ventimiglia Alta.
Una splendida giornata di sole, la luce entrava fino in fondo alle grotte.
Come doveva essere dura la vita in quelle grotte 35.000 anni fa, eppure c’era già spazio per le grandi domande, come testimonia la sepoltura dei morti. Nessuna durezza, nessuna crisi diremmo oggi, poteva far tacere il cuore. Lo stesso cuore con cui oggi abbiamo cantato in spiaggia disturbando forse o forse suscitando domande in chi era andato lì a godersi un po’ di sole. Lasciando la spiaggia, un ragazzino mi ha chiesto quando sarebbe stata la prossima gita, la giornata era solo a metà e già c’era il desiderio che non finisse, quel desiderio che ci invade quando incontriamo qualcosa di grande e bello.
Il seguito a Ventimiglia Alta, ritrovo in Cattedrale per prepararci alla caccia al tesoro. Cercando di rispondere alle domande, tutto è apparso nuovo, la Cattedrale, l’oratorio dei Neri, san Michele, quanti dettagli sono lì a parlarci di quei luoghi, ma occorrono l’implicazione dei nostri occhi e il nostro desiderio teso per scoprire quei tesori. La cosa affascinante è stata scoprire quelle cose insieme.
Infine la messa, in un attimo il silenzio, la Cattedrale colma.
Durante la celebrazione, una signora di Ventimiglia mi si è avvicinata commossa per la presenza di tutti quei ragazzi, chiedeva e voleva sapere dei nostri canti, dove si trovano i testi, chi siamo.
Ho risposto e ho riguardato anche’io i nostri ragazzi, segno per me e per la signora, della Sua presenza sempre nuova e fresca fra noi. Che gratitudine!
Tornando siamo passati davanti al seminario, dove ci incontriamo per Portofranco il venerdì.
“Ciao Portofranco”, dice una vocina dal sedile posteriore della mia macchina. Mario, viene da così poco tempo, come fa a essergli già così famigliare quel ritrovo?





