Il Papa non deve parlare…?
Pubblichiamo, concordando pienamente, il comunicato stampa di Comunione e Liberazione sulla vicenda della visita del Santo Padre all’università la Sapienza di Roma: (continua…)
Pubblichiamo, concordando pienamente, il comunicato stampa di Comunione e Liberazione sulla vicenda della visita del Santo Padre all’università la Sapienza di Roma: (continua…)
Provocati dall’argomento del giorno, pubblichiamo due articoli significativi sulla proposta di moratoria sull’aborto, per favorire un giudizio sull’argomento al di fuori degli schieramenti ideologici. (continua…)
Cari amici, vorrei proporvi un riflessione: un libro che da poco ho finito di leggere (in questi giorni è nei cinema la sua versione cinematografica), e un paragone con una circostanza cho ho vissuto pochi giorni fa.
Il libro in questione è “La bussola d’oro” di Philipp Pullman, primo capitolo della trilogia ”queste oscure materie”. E’ un racconto fantasy ambientato in un’epoca che sembra tra l’800 e i primi del 900, parte di questo mondo è identico al nostro: i continenti, gli oceani, ma qualcosa lo rende differente.
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Casualmente mi sono imbattuto in questo articolo che mi ha colpito molto:
Nella domanda testarda di tuo figlio bambino una verità che vorresti risentire da vecchia.
Marina Corradi
(TEMPI – 5 aprile 2007)
Era una giornata di luglio torrida, il sole alto allo zenith, a mezzogiorno. Mio figlio di cinque anni affacciato a una finestra, al mare, osservando la sagoma nera dell’ombra della casa proiettata sul terreno, domandò: «A cosa serve, l’ombra?». «A dare un po’ di fresco in una giornata calda come questa», risposi, senza smettere di riordinare la stanza. Un minuto zitto, poi il bambino osserva: «Ma l’ombra c’è anche d’inverno, quando fa freddo. In inverno, allora, a cosa serve l’ombra?». In difficoltà, continuando a fare ciò che sto facendo, cerco una risposta che non trovo.
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Pubblico una lettera inviata al quotidiano Avvenire di domenica 18 marzo 2007:
IL DIRETTORE RISPONDE
L’Italia d’oggi e il «misfatto» di dirsi cristiani
Caro Direttore da un po’ di tempo a questa parte sto cominciando a pensare di essere colpevole di un grandissimo misfatto: sono cattolica.
Eppure nel sottobosco della società non si respira proprio un’aria di "dalli al cristiano": la gente si sposa ancora in Chiesa e se uno ha occasione di parlare seriamente con quelle coppie, resta sorpreso per come Gesù sia fatto ancora entrare nella vita, di come il "per sempre" non lo abbiano affatto cestinato ma piuttosto messo in conto I figli, poi, li battezzano ancora e i più pensano che per il catechismo e l’ora di religione "male non fa di certo", che "si insegni ai bimbi e ai ragazzi qualcosa di buono".
(continua…)