Centro Culturale Tommaso Reggio

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Chi siamo

Questo sito si propone di raccontare l’esperienza del Centro Culturale Tommaso Reggio.
Fra le ragioni per le quali è nato il centro culturale, c’è senza dubbio quella di proporre a chiunque la sfida della ragione, attraverso i fatti che accadono, la vita quotidiana, la realtà che ciascuno di noi si ritrova a vivere ogni giorno, la nostra esperienza ci ha fatto comprendere che tutto richiama ad un Altro, a qualcosa che il nostro cuore è capace di riconoscere, ma che la ragione, spesso offuscata e tradita dalla confusione e da falsi profeti, stenta a comprendere.
Gli incontri proposti, i libri, il confronto con altre realtà, hanno lo scopo di accettare pubblicamente la sfida, e di aiutarci ad andare fino in fondo.
Per questo il centro culturale è aperto a chiunque abbia il desiderio di camminare su questa strada, senza preconcetto, ma con la curiosità e lo sguardo spalancato.

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Il Centro Culturale nasce da un gruppo di amici, impegnati da anni nell’esperienza di Comunione e Liberazione, che hanno sentito viva l’esigenza di rendere più stabile nella nostra zona una presenza culturale centrata sull’esperienza di fede. E’intitolato al beato Mons. Tommaso Reggio e questa scelta è dovuta al desiderio di valorizzare la tradizione religiosa e culturale del nostro popolo con attenzione particolare al nostro territorio. 

LA STORIA
Venerdì 27 febbraio 2004 si è costituito il Centro Culturale Mons. Tommaso Reggio. Al momento delle firme , è stato evidente, guardando tutti noi 18, che quello che stavamo facendo non era un’associazione, un semplice atto formale, ma c’era in gioco la responsabilità di ognuno. Per me è stato, ed è, il mio SI personale, sorretta da questa compagnia, esattamente come nell’episodio de Il Signore degli anelli. E’ lo stesso SI che, spesso distrattamente, dico davanti al volto di mio marito, dei miei figli, dei miei alunni e anche dei miei colleghi. E’ il SI alla storia e alle circostanze che mi sono date di vivere perché strumento di Cristo per la mia felicità e il mio compimento. Per questo sono grata innanzitutto alla “misteriosa” disponibilità di mio marito, segno inequivocabile, alla nostra storia e a chi la guida da molto tempo e all’amicizia stringente di alcuni che senza sosta non mollano me e non mollano la realtà! E’ il concretizzarsi di quel volto a cui rispondere. Infatti il centro nasce da un’amicizia che educa all’attenzione per la realtà in quanto educa all’attenzione a sé: è l’esperienza del cristianesimo qui ed ora. “Il centro culturale è per noi uno spazio di libertà, un luogo dove è possibile essere generati e generare” dice la presidente del centro culturale Massimiliano Kolbe di Varese. E’ uno spazio di libertà, perché uno è libero quando è certo della sua appartenenza, sa chi è. Come il bambino è libero perché è certo dell’amore di sua madre, appartiene a lei, allora dentro questo abbraccio si muove. E’ un luogo di libertà perché riaffermo la mia appartenenza, quindi io sono continuamente generato, come ricreato di fronte alle circostanze, di conseguenza genero; non creo, genero perché per fare ciò ho bisogno di un Altro. Quindi, come dice il Giuss, “si tratta di aiutare un povero individuo ad assumere tutta la sua responsabilità , ad essere risposta piena tra le braccia di Dio.” Questo è il centro culturale! 

PERCHE’ TOMMASO REGGIO?
Il Centro è intitolato a Mons. Tommaso Reggio Vescovo di Ventimiglia (1877) e Arcivescovo di Genova (1892), fondatore delle suore di S.Marta (non abbiamo aggiunto il titolo “beato” perché ci auguriamo che sia presto proclamato santo) questa scelta è dovuta al desiderio di valorizzare la tradizione religiosa e culturale del nostro popolo con attenzione particolare al nostro territorio. Tommaso Reggio: un uomo libero, cioè teso verso la verità da conoscere e realizzare. Questa tensione gli ha permesso di rispondere alle situazioni politiche piuttosto confuse del primo e secondo Ottocento, prendendo iniziative nuove all’interno della stessa Chiesa e della sua Diocesi. In particolare ci piace ricordare il suo impegno nell’ambito culturale attraverso la fondazione di una biblioteca che divenne luogo di ritrovo per sacerdoti e laici desiderosi non solo di approfondire le ragioni del credere, ma anche di offrire occasioni di riflessione; inoltre fu direttore della dottrina di notte, un’iniziativa nella quale offrì ai lavoratori un momento di preghiera e di istruzione religiosa, di buon mattino alle 3, presso la Chiesa della Madre di Dio nel quartiere più povero di Genova. Fu predicatore, consigliere spirituale, missionario, educatore dei futuri sacerdoti, ma capì che doveva mettere al servizio della verità e quindi del regno di Dio anche la sua abilità di pensatore e di scrittore. Scoprì così la sua vocazione al giornalismo quando in Italia la situazione politico-sociale andava complicandosi anche in seguito ai moti rivoluzionari e a un diffuso sogno di unità politica e tutto ciò diventava spesso argomento di lotta contro la Chiesa. Collaborò al quotidiano “Il cattolico” sin dalla sua nascita nel 1849, sostenendo la necessità di una partecipazione politica dei cattolici e si fece promotore di una raccolta di nomi da presentare alle elezioni del 1865 e anche di un partito di cattolici. Nel 1861 “Il cattolico” divenne “Stendardo cattolico”: Tommaso Reggio lo diresse e lo sostenne anche economicamente. Dopo i fatti bellici, la breccia di Porta Pia e la conseguente prigionia del Papa in Roma, obbedì al “non expedit”, continuando comunque la sua azione di incoraggiamento al mondo cattolico per una intelligente azione politica. La testimonianza di Tommaso Reggio ci è dunque parsa perfettamente consona agli scopi del nostro Centro Culturale. Diceva Mons. Tommaso Reggio: "Noi andiamo persuasi essere tempo ormai che tutti gli uomini di fede, a qualunque nazione appartengano, consci del proprio dovere e in presenza dei danni che soffre ogni giorno la Religione e con essa la civile società, si uniscano, si intendano, e lavorino a uno scopo comune: quello di innalzare un argine contro il torrente rivoluzionario che innonda la cristianità, e all’opera insensata di distruzione opporre una santa.

BIOGRAFIA
Mons. Tommaso Reggio nel volgere del secolo scorso fu Arcivescovo di Genova ed Assistente al Soglio Pontificio. Ed ecco un ristretto suo curriculum vitae. Nato a Genova nel 1818 fu primogenito del Marchese Giovangiacomo Reggio e di Angela Maria Pareto. Distintosi negli studi conseguì, ventenne, la laurea in Giurisprudenza. Sospinto dalla vocazione religiosa entrò nel Seminario diocesano e nel 1841 venne ordinato Sacerdote avendo conseguito anche la laurea in Teologia, per cui subito dopo fu docente di Teologia morale nei Seminari di Genova e Chiavari (ed in questo anche quale pro-Rettore). Nel 1851 venne designato Abate nella Basilica di Santa Maria Assunta in Carignano, carica che ricoprì per un venticinquennio. Pronto e con fraterno impegno si dedicò alle opere di carità altresì assistendo i derelitti dimoranti nel triste quartiere prossimo dell’area portuale. Nel 1877 venne designato a coadiutore del Vescovo di Ventimiglia, gravato dall’età, succedendogli poco dopo ed ivi permanendo quindici anni. E fu nel 1892 che Leone XIII (Gioacchino Pecci da Carpineto Laziale) gli commise l’Archidiocesis Januensis, alla quale riservò ogni cura pastorale incrementando ed innovando le strutture operative e le manifestazioni religiose, anche diffondendo la stampa cattolica e propugnando la compartecipazione dei laici cattolici nella vita politica del tempo. La sua multiforme e fattiva opera pastorale trovò apprezzamento anche in Vaticano, così che venne nominato “assistente al Soglio pontificio”. Morì a Triora presso Imperia, dove si era recato per una celebrazione religiosa, il 22 novembre 1901 e le venerate sue Spoglie vennero poi onorevolmente sistemate nella Cappella delle Suore di Santa Maria a Genova in località Righi, Congregazione della quale aveva promosso l’istituzione presto estesasi anche in luoghi lontani. Va ricordato che a seguito del sisma tellurico prodottosi nel ponente ligure nel 1887 Mons. Reggio si prodigò nel soccorso morale e materiale alla popolazione e Re Umberto, quale segno di apprezzamento, gli conferì la Croce di Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e successivamente, sempre in considerazione delle sue precipue benemerenze, con “motu proprio” del “Re buono” ebbe le insegne di Grand’Ufficiale che Mons. Tommaso Reggio gradì tanto da voler essere ritratto, fregiato dall’alma Croce trilobata congiunta alla lazzarita in verde smeraldo, come per l’appunto appare fregiato. Iscrizione nel nobilissimo Ordine Sabaudo sempre particolarmente apprezzato (ed ambito) anche dalle massime gerarchie religiose, stante l’eccezionale concorso istituzionale del Pontefice Gregorio XIII evidenziato nella Bulla datata 16 settembre 1572, denominata “Christiani populi”. Il Pontefice Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000 ha proclamato degno di culto – quale “beato” – Tommaso Reggio. Ulteriori informazioni sono reperibili presso:
Congregazione Suore di Santa Marta via Virginio Orsini 15 – 00192 Roma tel. 06 3212846


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